L'autoinganno dell'abbondanza e della scarsità.
Data pubblicazione: 16 dicembre 2025
Autore:


In evidenza
Il Paradosso della ricchezza (inerte): La nostra dispensa è piena, Perché invochiamo la fame?
Ascolto e leggo in continuazione la stessa litania sui social e nei bar: la mancanza di opportunità, la precarietà, la sfiducia nel futuro. È la narrazione della scarsità, un comodo mantello che ci protegge dalla verità più scomoda.
In ambito finanziario, questa narrazione è un autoinganno.
L'Italia, secondo i dati di Bankitalia, è uno dei Paesi più ricchi in termini di patrimonio privato. Il vero tesoro non sono i monumenti, ma i risparmi degli italiani. Miliardi e miliardi di euro dormono, immobili, sui conti correnti. Questa non è scarsità. Questa è abbondanza inerte.
Non possiamo lamentare la "mancanza di soldi" o la "pressione fiscale" come unica causa dei nostri problemi finanziari se la maggior parte del nostro capitale è parcheggiato, senza produrre ricchezza, eroso giorno dopo giorno dall'inflazione. La dispensa è piena, ma la lasciamo marcire.
Come mai, di fronte a questa ricchezza potenziale, l'investitore italiano preferisce aggrapparsi alla narrativa di scarsità?
La risposta è semplice e brutale: il ruolo della vittima offre una dignità immediata e assolve dalla responsabilità.
È infinitamente più semplice accusare:
• Le Banche: "Mi hanno rifilato un prodotto sbagliato."
• La Borsa: "È un casinò, mi frega sempre."
• L'Inflazione: "Mi stanno rubando i soldi."
• Il Sistema finanziario: "E’ costruito solo per fregarci.”
Guardarsi allo specchio e ammettere: "Sono responsabile delle mie scelte. Ho lasciato i soldi fermi per paura. Ho scelto l'ignoranza perché era meno faticoso che studiare un prospetto", è un atto di coraggio che pochissimi sono disposti a compiere. Siamo vittime non dei sistemi, ma delle nostre paure e della nostra inazione.
I nostri nonni, per conoscere le dinamiche del mercato azionario o l'economia, avrebbe dovuto frequentare costose biblioteche e leggere tomi complessi.
Oggi, abbiamo una biblioteca intera in tasca.
Piattaforme di educazione finanziaria, consulenti finanziari a mandato e indipendenti, articoli, podcast, dati storici: la conoscenza è letteralmente a portata di tap. Solo negli anni 90 ancora si faceva salotto davanti al televisore della Banca, che in continua mostrava i valori dei titoli azionari e obbligazionari solo italiani.
Oggi le piattaforme a disposizione ci permettono di operare ovunque, a qualsiasi ora e su qualsiasi strumento. Forse il problema è che queste stesse piattaforme hanno una veste più da gaming che da supporto all’investitore e lo spinge ad operare con sempre più velocità e assenza di rete di protezione.
Questo accesso illimitato non ci ha resi più sapienti, ma in molti casi ci ha paralizzati. È il paradosso dell'abbondanza:
• Non puoi più dire: "Non investo perché non so come si fa." La verità è: Hai accesso a troppe informazioni e la paura di scegliere quella sbagliata ti blocca.
• Non puoi più dire: "Il mio conto corrente è la cosa più sicura." La verità è: Sai benissimo che l'inflazione è un furto silenzioso, ma la comodità della liquidità supera lo sforzo di imparare a proteggersi.
L'abbondanza demolisce le scuse. Sapere che la soluzione è lì, disponibile e a basso costo (in termini di impegno, non di capitale), ci obbliga a interrogarci sul senso delle nostre non-scelte.
Non voglio credere che siamo finanziariamente spacciati. Il problema non è la mancanza, ma la nostra volontà di restare ancorati al vecchio copione.
È il momento di chiudere il cassetto della vittima e di porci le domande che fanno male, ma che liberano:
1. Se ho accesso a tutta la conoscenza che mi serve, perché resto ignorante sui miei stessi investimenti? (Perché ho paura di non capire e, quindi, di sentirmi inadeguato?)
2. Se il mio consulente (bancario) lavora per l'istituto, ho il coraggio di chiedergli: "Qual è il tuo conflitto di interessi in questo prodotto?" (O preferisco accettare la sua rassicurazione?)
3. Se il denaro che ho sul conto corrente mi garantisce una falsa sicurezza, perché non inizio oggi a spostarne una minima parte, imparando a proteggere il mio futuro? (Preferisco la comodità di oggi alla ricchezza di domani?)
4. Se posso farmi seguire da un Consulente finanziario iscritto ad un Albo perché non lo faccio?( Preferisco il “fai da te” almeno se sbaglio, sbaglio da solo )
Le opportunità sono per tutti, ma la scelta ti obbliga a essere responsabile, e spesso, ad agire da solo.
È tempo di smettere di lamentare la fame con la dispensa piena. È tempo di agire, costruire senso, responsabilità e iniziare a dare valore reale ai sudati risparmi.
________________________________________
L'ignoranza oggi è una scelta attiva. Non è una mancanza imposta dal sistema, ma la comoda conseguenza di evitare lo sforzo cognitivo richiesto per comprendere e agire.
Qual è il tuo alibi finanziario preferito? Ti senti vittima o artefice delle tue scelte?
#FinanzaComportamentale #RisparmioItaliano #EducazioneFinanziaria
Bisogno di una consulenza?
Questo articolo ti è piaciuto?
Disclaimer
Dichiaro di essere l’autore dell’articolo, che non è riferibile a FinecoBank S.p.A. e di cui mi assumo pienamente la responsabilità, di aver rispettato le normative vigenti in materia di trasparenza, comunicazione e pubblicità finanziaria, oltre che aver citato correttamente tutte le fonti, nel rispetto del copyright. Il contenuto degli articoli pubblicati su questo sito non rappresenta in alcun modo una ricerca in materia di investimenti, né un servizio di consulenza in materia di investimenti nè attivita' di offerta al pubblico di strumenti finanziari. Eventuali decisioni che ne conseguono sono da ritenersi assunte dal cliente in piena autonomia ed a proprio rischio. Lo scrivente declina ogni responsabilità circa eventuali danni lamentati in conseguenza delle decisioni di investimento assunte.
Menù
Lungotevere Michelangelo, 9A
00166, Roma
Mostra numero di telefono
Mostra e-mail
Informative
COPYRIGHT © 2026
- All Rights Reserved
- Fineco Bank S.p.A.
Le informazioni contenute nel presente sito internet sono curate da Eugenio Vicari e non costituiscono in alcun modo raccomandazioni personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo lettore e potrebbero non essere adeguate rispetto alle sue conoscenze, alle sue esperienze, alla sua situazione finanziaria ed ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni contenute nel presente sito internet sono da intendersi a scopo puramente informativo. Trattasi di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto (cfr. art 69, comma 1, punto c, Regolamento Emittenti Consob e considerando n.79 della direttiva Mifid 2006/73/CE), con lo scopo di offrire un supporto informativo e decisionale ai propri lettori e ai clienti mediante l’elaborazione di un flusso informativo di testi, dati, notizie, ricerche e analisi attraverso le varie pubblicazioni. FinecoBank S.p.A. non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, alla completezza e alla veridicità delle informazioni fornite.