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Meglio accettare una perdita temporanea o una perdita definitiva?

Data pubblicazione: 04 novembre 2025

Autore: Eugenio Vicari

Eugenio Vicari
Rappresentazione visiva dell'articolo: Meglio accettare una perdita temporanea o una perdita definitiva?

Meglio accettare una perdita temporanea o una perdita definitiva?


No, non pensare che la risposta sia così tanto scontata.


Nel 2024, la massa di denaro presente nei conti correnti degli italiani è risalita a circa 1.152 miliardi di euro, considerando anche le imprese, la massa complessiva sui conti correnti in Italia nel 2024 si attesta a 1.363,6 miliardi di euro, ci dice tanto.


Ci troviamo spesso davanti ad un bivio finanziario. Da una parte la possibilità di investire e di subire temporanee oscillazioni o perdite e dall’altra la costante erosione del capitale lasciato nel conto corrente.

Gli impatti della seconda strada sono meno visibili nell’immediato ma appaiono enormi man mano che ci avviciniamo alla fine del percorso.

Quindi. meglio investire, e accettare di andare incontro alla volatilità dei mercati, o meglio stare fermi sul conto e accettare una perdita permanente in termini di potere d'acquisto?


Lo so, perdere anche temporaneamente dà fastidio. Anzi, come risulta dagli studi di finanza comportamentale, il peso di una perdita seppur temporanea, vale 2,5 volte. In sostanza se perdi 10 sarai soddisfatto solo se guadagnerai 25.


C’è quindi da capire chi ha subito forti perdite con la bolla high tech del 2000 o la crisi dei subprime del 2008 solo per citare le più famose.

Basti pensare a quanto tempo molti investitori sono dovuti rimanere, come si dice a “bagno” prima di rivedere almeno il capitale investito e quanti per paura hanno liquidato tutto generando minusvalenze difficili da recuperare.

Però se andiamo a rivedere il tutto ad oggi beh! Quel capitale iniziale, magari anche se temporaneamente dimezzato oggi varrebbe ben oltre 2,5 volte la perdita temporanea se investiti nell’economia reale.

Dobbiamo però inevitabilmente fare i conti con la tolleranza al rischio di ogniuno di noi.


Non siamo tutti uguali.

C’è chi ha avuto brutte esperienze di investimento, chi proprio non ne vuol sentir parlare o chi invece vorrebbe ma non sa come e cosa fare….o peggio, perché investire.


Come mai invece non abbiamo lo stesso atteggiamento difronte allo sgretolarsi inesorabile del nostro risparmio depositato nel c/c per effetto del killer che colpisce tutti noi? L’inflazione.

Mentre i mercati finanziari, anche se nel lungo periodo tendono a crescere e a restituire la perdita temporanea, l’inflazione NO.


Semplice, perché vicino al saldo del conto corrente non vediamo la percentuale in rosso che possiamo invece vedere vicino ai nostri investimenti quando sono in perdita temporanea.

Pensa solo un momento. Se la Banca aggiornasse anche solo due volte l’anno il tuo saldo di conto al valore reale effettivo di quel denaro depositato rispetto al semestre o all'anno precedente, quale sarebbe la tua reazione?


E’ tutto qui. E’ tutto nel frame, cioè da come vedi il contesto.


Non saranno certo i grafici, tanto più se riferiti al passato a rendere le persone consapevoli o ad aiutarli a superare le paure. Ma servono almeno per portare dei dati oggettivi.

Il grafico qui sotto riassume un concetto molto semplice. L'inflazione è un killer silenzioso, o lo combattiamo, investendo, o lo accettiamo, subendo.


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In 24 anni ( 2000 -2024 ) di battaglie, shock ed eventi nefasti, vediamo ad esempio come l'azionario (MSCI WORLD in questo caso, linea gialla, mentre quella tratteggiata in blu è depurata dell'inflazione ITALIA ) abbia nonostante tutto portato valore, mentre la liquidità ferma sul conto corrente, nell'ottica del "non si sa mai", ne abbia invece detratto, 100 € del 2000 valgono circa 60,35 € nel 2024 in termini di potere d’acquisto (cioè hanno perso circa il 40% del valore reale) mentre il rendimento nominale dell’MSCI World (2000→2024): +365,1% cumulato e annualizzato +6,34%.

( L' indice MSCI WORLD misura la performance dei mercati azionari sviluppati a livello mondiale, rappresentando un punto di riferimento (“benchmark”) per gli investitori internazionali che vogliono valutare l’andamento complessivo delle azioni globali ).


Attenzione, questo è un esempio di come l’investimento in azioni può far crescere il proprio risparmio nel lungo periodo, consapevoli però di dover accettare anche perdite temporanee.

Non è, comunque, necessario esporsi a tutto il rischio del mercato. Una gestione oculata permette di bilanciare rischio e rendimento. La diversificazione, il tempo e i tuoi obiettivi sono la strada da percorrere. Il tuo consulente, la guida durante il percorso.

Tutto sempre nel rispetto della tolleranza al rischio che ognuno di noi ha.


Ma cosa si intende per tolleranza al rischio?


La tolleranza al rischio è composta da:

- Attitudine al rischio: E’ soggettiva. Ce l’hai o non ce l’hai

- Capacità di rischio: Dipende dal tuo patrimonio e dal capitale che puoi generare attraverso lavoro,rendite,eredità.


Certamente la sicurezza è importante ed infatti alla base di ogni scelta finanziaria e di investimento ci deve essere quantomeno quel cuscinetto, quel fondo di emergenza in liquidità che ci fa stare tranquilli.

Tutto il resto se non correttamente investito rischia solo di subire un costo, comporta quindi una perdita certa, lenta e irrispettosa nei confronti del nostro patrimonio.


Del resto, è normale, la protezione ha un costo in ogni ambito.

Voglio assicurare un rischio? Pago un premio alla compagnia di assicurazioni.

Voglio tutelare maggiormente il mio immobile? Compro e pago un sistema anti-furto.

Voglio proteggere la mia persona? Mi assicuro.

Voglio accertarmi che il mio capitale non subisca mai oscillazioni nel corso del tempo? Pago l'inflazione dettata dal tenere i soldi fermi sul c/c.


Questo articolo ha lo scopo di aiutare le persone a riflettere e chiedersi:

"Che rapporto ho con il denaro?"

“Quanto vale davvero il mio denaro fermo sul conto dopo un anno?”

“Se potessi vedere ogni giorno di quanto si riduce il mio potere d’acquisto, cambierei strategia di risparmio?”

“Se trovassi una guida esperta, affronterei nuovi percorsi per far crescere il mio risparmio?”

“Di cosa e di quali strumenti ho bisogno prima di affrontare nuove esperienze finanziarie?”

“Quello che sto facendo ora con il mio denaro è funzionale ai miei obiettivi, ai miei progetti e a quelli della mia famiglia?”

“Come sto risparmiando e investendo oggi mi aiuterà ad avere la disponibilità finanziaria utile durante la fase della vita in cui la pensione pubblica non sarà sufficiente?”

Sono solo alcune riflessioni utili per la giusta consapevolezza finanziaria.


Il ruolo del consulente finanziario è proprio questo. Aiutare le persone ad affrontare e superare con consapevolezza le “normali” paure quando ci si accinge a fare scelte finanziarie.

Il denaro, dopo l’amore, la salute e la famiglia è la cosa più importante. Ma non come fine o bene veniale, piuttosto come mezzo per soddisfare i propri bisogni e raggiungere i propri obiettivi.



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Eugenio Vicari

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